Mimmo Vaianella (11.11.1929 - 15.01.2012) Lo scorso gennaio si è portato via il nostro amico Mimmo ... e la nostra città non sarà più la stessa senza di lui. Con lui ed il suo ironico sorriso, abbiamo attraversato gli anni '80 e '90, nella speranza che un comune impegno poteva condurre alla soluzione dei tanti problemi che vivevamo "al porto". E' stato in prima fila, in seconda, in terza ... ed alla fine si è isolato nelle stanze del centro anziani. Lo ricordiamo vicino ai giovani che rivendicavano partecipazione, o dinanzi ad un giudice, per rivendicare il diritto alla salute, sempre pronto a spendersi in prima persona. La sua vera passione era la poesia, nella quale trasferiva - col dialetto era impareggiabile - tutta la sua vitalità. Viveva attivamente e prendeva appunti. Limava i suoi versi col divertimento del paradosso. Di lui Sharo Gambino, nella presentazione del suo libro " Poesie/1984 " - che vi consigliamo di leggere - scrisse: " Egli scr...
lo stato non esiste da noi,mettetevelo nella testa!!!certo che ci indignamo oggi,ma domani?tutto come prima?
RispondiEliminaperchè il presidente della consulta portuale non fà i nomi dei suoi esattori...???cominci da lui la battaglia della legalità contro la criminalità!
RispondiEliminaSe le ragioni dell'intimidazione sono legate al "pizzo", mi auguro che tu sia tra quelli che - certamente non pochi e non anonimi - faranno quanto possono per sostenerne la denuncia.
RispondiEliminaApprofitto della risposta all'anonimo però, perchè vorrei si riflettesse su un fatto non di poco peso. Da più di un anno ormai quel luogo, con le sue sale riunioni, è divenuto "un luogo aperto alla cittadinanza attiva", in cui la comunità - spesso gratuitamente - si è incontrata, confrontandosi con i gravi problemi del territorio, e proponendo soluzioni praticabili e spesso opposte a quelle assodate.
E' un luogo che di fatto ha sopperito alla mancanza di spazi pubblici d'incontro, in cui la parola, da puro esercizio di partigianeria, è divenuta impegno attivo. Spazi che nessuno ha intenzione di dare alla nostra comunità! Per questo non scarterei l'ipotesi che l'intimidazione abbia come fine ... la fine di tutto questo impegno!
grazie al moderatore per la risposta data, ma vorrei dire all'anonimo: è facile dire la propria, puntando il dito, e allo stesso tempo non avere il coraggio di legare il proprio nome al proprio pensiero.Aggiungerei, se è così bene informato,incominci lui la battaglia così sapremo contro chi farla. Concetta
RispondiEliminaSono d'accordo con Domenico. Segni concreti di cambiamento toccano a tutti, senza aspettare che siano altri a farli prima di noi.
RispondiEliminaMa in ogni caso una "battaglia della legalità contro la criminalità" è destinata ad essere vana se non si sa nemmeno distinguere la vittima dal suo carnefice!
Sono vicino all'amico Pino per il vile gesto subito.
RispondiEliminaMassimiliano Dicosta
l'atto dell'intimidazione criminosa, non va mai sottovalutato,(per poco scappava il morto) poi certo tutti sappiamo che sul nostro territorio ci sono persone che sono collegati ai maffiosi. E poi non è detto che gli spari alle porte del hotel sia da mafia, però il contesto del territorio ricade lì sempre.
RispondiEliminaPurtroppo.