Non passa giorno senza che vi sia un atto intimidatorio: la 'ndrangheta ribadisce quotidianamente il suo controllo sul territorio con piccoli e grandi gesti - palesi o simbolici - contro chiunque osi metterne in discussione la supremazia. Non si contano più le bombe, gli incendi, i danneggiamenti, le lettere con proiettili, le scritte sui muri, le morti ...! Che tocchi ad un candidato, amministratore, commerciante, giornalista, sindacalista, magistrato o parlamentare ... la reazione è sempre la stessa: il silenzio impotente dei cittadini e le rumorose solidarietà di rito. Quasi ironicamente pensavamo a come sarebbe sorprendente, un giorno, leggere titoli di giornali con tale tenore: "Mafioso riceve lettera minatoria!"; "I cittadini intimidiscono la 'ndrangheta!"; "Il boss subbissato da lettere anonime, lascia il paese!" , etc. etc. Scherzi a parte la cosa non sarebbe difficile, visto che più o meno nomi e faccie degli affiliati locali sono note ai...
lo stato non esiste da noi,mettetevelo nella testa!!!certo che ci indignamo oggi,ma domani?tutto come prima?
RispondiEliminaperchè il presidente della consulta portuale non fà i nomi dei suoi esattori...???cominci da lui la battaglia della legalità contro la criminalità!
RispondiEliminaSe le ragioni dell'intimidazione sono legate al "pizzo", mi auguro che tu sia tra quelli che - certamente non pochi e non anonimi - faranno quanto possono per sostenerne la denuncia.
RispondiEliminaApprofitto della risposta all'anonimo però, perchè vorrei si riflettesse su un fatto non di poco peso. Da più di un anno ormai quel luogo, con le sue sale riunioni, è divenuto "un luogo aperto alla cittadinanza attiva", in cui la comunità - spesso gratuitamente - si è incontrata, confrontandosi con i gravi problemi del territorio, e proponendo soluzioni praticabili e spesso opposte a quelle assodate.
E' un luogo che di fatto ha sopperito alla mancanza di spazi pubblici d'incontro, in cui la parola, da puro esercizio di partigianeria, è divenuta impegno attivo. Spazi che nessuno ha intenzione di dare alla nostra comunità! Per questo non scarterei l'ipotesi che l'intimidazione abbia come fine ... la fine di tutto questo impegno!
grazie al moderatore per la risposta data, ma vorrei dire all'anonimo: è facile dire la propria, puntando il dito, e allo stesso tempo non avere il coraggio di legare il proprio nome al proprio pensiero.Aggiungerei, se è così bene informato,incominci lui la battaglia così sapremo contro chi farla. Concetta
RispondiEliminaSono d'accordo con Domenico. Segni concreti di cambiamento toccano a tutti, senza aspettare che siano altri a farli prima di noi.
RispondiEliminaMa in ogni caso una "battaglia della legalità contro la criminalità" è destinata ad essere vana se non si sa nemmeno distinguere la vittima dal suo carnefice!
Sono vicino all'amico Pino per il vile gesto subito.
RispondiEliminaMassimiliano Dicosta
l'atto dell'intimidazione criminosa, non va mai sottovalutato,(per poco scappava il morto) poi certo tutti sappiamo che sul nostro territorio ci sono persone che sono collegati ai maffiosi. E poi non è detto che gli spari alle porte del hotel sia da mafia, però il contesto del territorio ricade lì sempre.
RispondiEliminaPurtroppo.