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INVENTARIO DELLE ROBBE DELL’IMPRESA DEL CANNAMELE AL CASTELLO DI BIVONA DEL 1618 E DEL 1619* ... DA USARE COME GUIDA TURISTICA AL CASTELLO!

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Oggi pubblichiamo integralmente un atto del 1600 che si rivelerà per i nostri lettori una inedita Guida Turistica per riscoprire il Castello di Bivona. Visto che non sarà ancora possibile l'accesso al suo interno, con questo documento è possibile ricostruire, percorrendone l'interno del palazzo quasi ad occhi chiusi, comprendendone la suddivisione funzionale degli ambienti o le armi all'epoca contenute. Grazie a tale atto è anche possibile riscoprire i locali dell'antica Fabbrica di Cannamele, addossati al Castello (vedi figura sotto), della quale oggi rimane visibile solo il Mulino, ahinoi del tutto ignorati nel recupero realizzato. "Die duodecima mensi Octobris 1618, per Ind (izion) e In marina Bivone ter (rito) rij Montisleonis nos per grade die Personalm (ent) e constituitis Dottore Joanne Bapta Crispo, Rationale et Perceptore staus dicta civitatia Mont (eleo) nis  agente per tam noie suo quam noie et pro prate Curie iusdem Civitatis ex una, et Hyeronimo Scotto...

SOLO NOI ABBIAMO IL PENNELLO ... CHE RICOLORA DESTRA E SINISTRA!!!

Chiudiamo il 2011 pubblicando integralmente la Delibera n. 85 del 28 Dicembre 2011, del Consiglio Comunale di Vibo Valentia, che dispone l'acquisto del Compendio Pennello, dando il via alla operazione definitiva di sdemanializzazione dell'area. Una delibera approvata all'unanimità, con mozioni integrative approvate all'unanimità, da leggere per intero e conservare nell'archivio storico della città.

4 DICEMBRE 1865. POSA DELLA PRIMA PIETRA PER LA COSTRUZIONE DEL PORTO DI S.VENERE!

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Il 4 dicembre 1865, 146 anni fa ...  nella Rada di Santa Venere si effettuarono i solenni festeggiamenti per la posa della prima pietra del nuovo Porto di Santa Venere. "(...) Il parroco, assistito sempre dal Clero, impartì allora solennissima benedizione ad un grosso masso, il quale poi adorno di devozioni e di figure, fu subito calato a fondo. Il pubblico voll’essere spettatore della sommersione di tutto il materiale, che ne eseguì immediatamente, epperò si trattenne fino all’ultimo. Non trovo qui le parole per descrivere quel che avvenne, la gioia, la esultanza, l’entusiasmo, la commozione, i voti, gli applausi, gli auguri, le felicitazioni. Per averne una adeguata idea bisognava essere presenti. Il Cielo divenne come annebbiato dal fumo dei fuoco dei cannoni e dei fucili. I gridi di esultanza echeggiavano di nuovo intera lunghezza la marina, dalla Città a Capo Rocchetta " ...

IL 48 NELLA RADA DI SANTA VENERE, TRA RIVOLUZIONE, ESPLOSIVI ED AUDACIA

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Il contributo dei patrioti vibonesi all’unificazione di Saverio Musolino * Qual è stato il contributo della Calabria al processo di unificazione dello Stato Italiano? E quale, nella specie, l’apporto dei patrioti originari del circondario vibonese? Chi volesse rispondere all’interrogativo consultando i manuali in uso nelle scuole troverebbe pochi elementi. Della Calabria risorgimentale, in quei testi - che sono quelli su cui si sono formate e continuano a formarsi generazioni di italiani - vi è molto poco: si parla certo dei Fratelli Bandiera, che però erano veneziani e che in Calabria trovarono solo la morte. Poco o nulla si dice dell’apporto dei calabresi al buon esito della spedizione dei Mille, omettendo di evidenziare il ruolo avuto da Benedetto Musolino (foto), di Pizzo, che la notte dell’8 agosto 1860, su disposizione dello stesso Garibaldi, attraversò lo Stretto al comando di 200 uomini, a bordo di piccole barche, per assaltare il Forte di Altafiumara: l’impresa non riuscì per...

IL FARO LENTICOLARE FRANCESE DI SANTA VENERE RITROVATO TRA LE CARTE DEGLI ANNALI DEL REGNO DELLE DUE SICILIE.

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E' da tempo che non doniamo ai nostri lettori qualche curiosità storica sul nostro territorio, rimediamo dunque con una piccola chicca scoperta sfogliando gli Annali Civili del Regno delle Due Sicilie, anno 1859. Tema, quello a noi caro del nostro porto. La notizia è inedita ed interessantissima perchè rivela come, ancor prima della scelta della rada di S. Venere come luogo ideale per costruirvi l'importante infrastruttura del Regno, il sito fosse già dotato da qualche anno di un faro lenticolare, utile a rendere localizzabile ai naviganti " l'unico naturale ricovero di qualche importanza nella lunga costa occidentale ". Essendo inedita la notizia ed andando il fatto al di là della memoria, nessuno sino ad oggi immaginava l'area già dotata un faro lenticolare, nè tanto meno dove questo potesse essere collocato. Nessuno immaginava che un faro costruito ancor prima del nostro porto, nemmeno quanti oggi organizzeranno la seconda edizione della manifestazione esti...

VIBO MARINA POTRA' RICHIAMARSI PORTO SANTA VENERE!!!

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Mentre si continua ad usare sempre più il termine " marinate " per indicare (ingiustificatamente, come sempre) i centri costieri, la VI Commissione Consiliare della Città di Vibo Valentia dona ai futuri suoi amministratori un atto di grande importanza per la nostra storia, la nostra identità ed il nostro futuro. Recependo in toto quanto deliberato dal Consiglio della IV Circoscrizione in data 26 febbraio 2008 con Del. N. 3, nella quale si esprime parere favorevole a ridare alla frazione la nuova (ed antica)denominazione di Porto Santa Venere, la VI Commissione Vibo Marina , lo scorso 2 marzo, dopo aver letto ed acquisito agli atti la relazione richiesta da alcuni Commissari riguardante le ragioni storiche per cui ridare alla città costiera il suo antico nome, ha espresso parere favorevole all'unanimità dei presenti, per la variazione di denominazione della frazione Vibo Marina in Porto Santa Venere. Diamo notizia di questo importante atto amministrativo, allegandone i del...

PORTO SANTAVENERE: Le ragioni storiche per ridare alla città costiera il suo antico nome.

Il Toponimo di Santa Venera e di Porto Santa Venere Le notizie d’archivio sull’esistenza del toponimo Santa Venera o Santa Venere lungo l’area costiera vibonese si concretizzano nel periodo compreso tra il 1444 ed il 1459 , riferite alla esistente tonnara detta appunto di S. Venere. In quegli anni Alfonso d’Aragona, detto il Magnanimo, conferma la concessione del palo della tonnara a Zarletto Caracciolo di Napoli; tonnara che ritroviamo in ulteriori atti con il toponimo di Tonnara di S. Venere posseduta sempre da un membro della famiglia Caracciolo, Berardo, signore di Oppido, nel 1505. Notizie più precise le rintracciamo a partire dal 1507 , anni in cui per la prima volta il toponimo si distingue in Feudo di S. Venera, che risulta preso in possesso dal Duca di Monteleone il 23 marzo del 1507, sottraendolo al Principe di Bisignano. E’ un documento della Corte ducale di Monteleone redatto nel primi anni del 700 che ne traccia l’iter d’acquisizione: “ Nel 25 Novembre 1507 il suddetto Sig...