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PORTO S. VENERE: OGGI SI RIDISCUTE ... QUANTO GIA' DECISO IL 2 MARZO 2010!

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Si discute se dare il suo antico nome alla città costiera? Beh! Sarebbe più giusto scrivere "se ne ri-discute", perchè in realtà la VI Commissione Consiliare della Città di Vibo Valentia, il 2 marzo 2010 (qualche settimana prima delle elezioni che ci hanno donato gli attuali smemorati amministratori) recependo in toto quanto deliberato dal Consiglio della IV Circoscrizione il 26 febbraio 2008,   aveva espresso parere favorevole all'unanimità dei presenti, per la variazione di denominazione della frazione Vibo Marina in Porto Santa Venere. Meno male che sul nostro blog, conserviamo tutto! Non ci credete? Vi invitiamo a leggere la determinazione integrale, in originale,  al seguente  l i n k  ! Si vuole ridare alla città costiera il suo antico nome? Basterebbe solo riportare in Consiglio quel documento! Mentre aspettiamo che la nuova Commissione ne ridiscuta, leggiamo anche le ragioni della "vecchia" determinazione!

IL FARO LENTICOLARE FRANCESE DI SANTA VENERE RITROVATO TRA LE CARTE DEGLI ANNALI DEL REGNO DELLE DUE SICILIE.

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E' da tempo che non doniamo ai nostri lettori qualche curiosità storica sul nostro territorio, rimediamo dunque con una piccola chicca scoperta sfogliando gli Annali Civili del Regno delle Due Sicilie, anno 1859. Tema, quello a noi caro del nostro porto. La notizia è inedita ed interessantissima perchè rivela come, ancor prima della scelta della rada di S. Venere come luogo ideale per costruirvi l'importante infrastruttura del Regno, il sito fosse già dotato da qualche anno di un faro lenticolare, utile a rendere localizzabile ai naviganti " l'unico naturale ricovero di qualche importanza nella lunga costa occidentale ". Essendo inedita la notizia ed andando il fatto al di là della memoria, nessuno sino ad oggi immaginava l'area già dotata un faro lenticolare, nè tanto meno dove questo potesse essere collocato. Nessuno immaginava che un faro costruito ancor prima del nostro porto, nemmeno quanti oggi organizzeranno la seconda edizione della manifestazione esti...

PORTO SANTAVENERE: Le ragioni storiche per ridare alla città costiera il suo antico nome.

Il Toponimo di Santa Venera e di Porto Santa Venere Le notizie d’archivio sull’esistenza del toponimo Santa Venera o Santa Venere lungo l’area costiera vibonese si concretizzano nel periodo compreso tra il 1444 ed il 1459 , riferite alla esistente tonnara detta appunto di S. Venere. In quegli anni Alfonso d’Aragona, detto il Magnanimo, conferma la concessione del palo della tonnara a Zarletto Caracciolo di Napoli; tonnara che ritroviamo in ulteriori atti con il toponimo di Tonnara di S. Venere posseduta sempre da un membro della famiglia Caracciolo, Berardo, signore di Oppido, nel 1505. Notizie più precise le rintracciamo a partire dal 1507 , anni in cui per la prima volta il toponimo si distingue in Feudo di S. Venera, che risulta preso in possesso dal Duca di Monteleone il 23 marzo del 1507, sottraendolo al Principe di Bisignano. E’ un documento della Corte ducale di Monteleone redatto nel primi anni del 700 che ne traccia l’iter d’acquisizione: “ Nel 25 Novembre 1507 il suddetto Sig...

SANTA VENERE ... SALVA!

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E' difficile non cogliere certi segnali ... e non rendere evidente come ieri S. Venere sia ripassata dalle nostre parti. L’episodio meriterebbe di essere descritto nelle forme di un quadretto ex-voto, tanto in uso nella marineria calabrese nel XVIII secolo, perché in fondo rappresenta la cronaca di una tragedia di mare sfiorata, dunque la rappresentazione di una grazia ricevuta. Il motopesca “Uragano” giace ora a circa 350 metri di profondità, inghiottito dal mare in tempesta pochi minuti, nel Golfo di Lamezia , a circa 12-13 miglia dal porto. ’ Nto mari non c’è taverna recita un detto marinaro. Il comandante descrive un'onda altissima, seguita da altre simili che in un attimo ha avvolto il motopesca, rendolo ingovernabile una volta che il mare invade la sala macchina. All’equipaggio non rimaneva che sottrarsi dal pericolo, lanciare un disperato SOS e tuffarsi in mare. E così ha fatto Luciano De Pinto, comandante dell’Uragano, assieme ai pescatori Giorgio Bono e Onofrio Cutrì....

DELUSI DAL PRESENTE... CONFORTIAMOCI CON UN SINDACO DEL PASSATO!

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Per distrarci dalle quotidiane evidenze del vuoto di governo che sovrasta le nostre teste, mettendo a rischio la nostra esistenza, scriviamo d'altro e volgendo lo sguardo al passato, diamo conto dei passi mossi in questi giorni alla ricerca di Santa Venera. Dobbiamo al Conte Vito Capialbi, l'importante studioso e storico montelonese, ed alle sue " Memorie per servire alla storia della santa chiesa tropeana ", pubblicate nel lontato 1852, il rinvenimento di una utile traccia per legare la storia di Santa Venera con la chiesa tropeana. La nostra storia con quella di Tropea. Ricordiamo il quesito postoci dopo aver identificato nell'attuale mostra del Museo Diocesano Tropeano un prezioso busto reliquiario di Santa Venera: come può essere giunto quel reliquiario nella città di Tropea? Seppur fosse facile immaginare costanti contatti tra i centri costieri siamo andati a caccia di documenti che ne testimoniassero la frequenza o quanto meno una traccia di contatto. Ed il ...